Contributi Trentennale

        

Giuseppe Conte

Presidente del Consiglio dei Ministri

Quando siamo uniti non conosciamo ostacoli

 

Il 2020 è un anno che – in Italia e nel mondo intero – resterà indelebile nella nostra memoria. Un nemico invisibile e insidioso entrava nelle nostre vite per sconvolgerle.

Sono stati mesi difficili per tutti: per coloro che si sono ammalati e hanno combattuto la loro battaglia in casa o in ospedale; per quanti hanno perso un proprio caro, privato anche del conforto dell’ultimo saluto; per i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari, che hanno lavorato notte e giorno nelle trincee delle terapie intensive; per i cittadini, improvvisamente costretti a misurarsi con un fenomeno no ad allora inimmaginabile e obbligati a un lungo, faticoso lockdown.

Sono stati mesi difficili anche per me, chiamato ad assumere – nelle mie funzioni di presidente del Consiglio – decisioni gravi, che hanno portato a isolare interi territori, a limitare alcune libertà fondamentali, a chiudere le scuole, a sospendere le attività commerciali e produttive. Siamo stati costretti – per frenare l’irruenza dell’epidemia – a limitare le relazioni sociali, i contatti, gli abbracci.

Guardando indietro, oggi possiamo dire che le rigide misure adottate, i massimi livelli di precauzione raggiunti e lo sforzo encomiabile di medici e infermieri hanno permesso di superare la fase più acuta del contagio e, nello stesso tempo, a non sovraccaricare il nostro sistema sanitario, scongiurando un esito ancora più drammatico.

Ripensando ai quei giorni – pur consapevoli di non essere ancora del tutto fuori dall’emergenza – possiamo dirci eri per come tutti insieme abbiamo reagito. La comunità nazionale, da nord a sud, ha saputo mostrare il suo volto migliore. Gli altri Paesi, colpiti ugualmente dal terribile virus, hanno guardato al “modello Italia”, riconoscendo la nostra capacità di affrontare – primi in Europa – questa crisi sanitaria senza precedenti. La straordinaria resilienza degli italiani ha colpito e commosso il mondo intero.

Un’intera comunità è stata messa a dura prova, eppure non si è mai piegata, anche nell’ora più buia. Dobbiamo far tesoro del senso di unità manifestato, dell’orgoglio, della determinazione e dello spirito di solidarietà che ha attraversato la Penisola, quello spirito che ha spinto medici e infermieri a trasferirsi volontariamente dal sud al nord per portare il loro aiuto ai territori più colpiti.

Ora, però, siamo chiamati a uno sforzo ulteriore. Non basta tenere costantemente sotto controllo la curva epidemiologica. Occorre ripartire, riavviare le attività, in definitiva reinventare il Paese.

Lo Stato è sceso subito e coraggiosamente in campo, con interventi finanziari poderosi, che hanno permesso di curare con tempestività ed effcacia le ferite inferte dalla crisi sanitaria e dalla conseguente crisi economica.