Speciale Sostenibilità 2020

    


Italia campione globale di transizione ecologica: la sfida

Roberto Cingolani

Ministro della Transizione ecologica

Obiettivo della nostra missione è trasformare l’Italia in un campione globale della transizione ecologica. In questa sfida il Ministero ha l’obbligo di perseguire le politiche ambientali, nella consapevolezza che dobbiamo fronteggiare un grave debito ambientale. Debito che, diversamente da quello economico, è per sua natura un debito comune che trascende i confini degli Stati e non è esigibile esclusivamente in capo a chi lo ha prodotto, che sia una generazione o una collettività, distanti nel tempo o nello spazio. Inoltre, siamo già gravati da un debito ambientale contratto nei passati decenni, il cui montante sarà sempre più faticoso recuperare, se non agiamo per tempo attraverso le tre grandi linee guida che abbiamo individuato.

Innanzitutto dobbiamo lavorare per rendere il nostro Paese più resiliente agli inevitabili cambiamenti climatici, rinforzando la capacità previsionale di fenomeni e impatti tramite sistemi avanzati e integrati di monitoraggio e analisi e rafforzando tutti gli investimenti necessari a rendere più resilienti le infrastrutture critiche, quelle delle reti energetiche e tutte le altre più esposte a problematiche climatiche e idrogeologiche.

La seconda linea di azione consiste nel rendere il sistema italiano più sostenibile nel lungo termine, tramite una progressiva decarbonizzazione di tutti i settori. Una piena sostenibilità ambientale – che non si risolve unicamente con la decarbonizzazione del sistema – ma riguarda, tra i tanti aspetti, il miglioramento della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare, l’adozione di soluzioni di smart agriculture e il rafforzamento della gestione di risorse naturali (a partire da quelle idriche).

La terza linea guida, invece, riguarda l’accrescimento di una leadership internazionale industriale e di knowledge nelle principali filiere della transizione. Accrescimento da raggiungere attraverso lo sviluppo in Italia di una supply chain competitiva nei settori a maggior crescita per far fronte alla transizione, che consentano di ridurre la dipendenza da importazioni di tecnologie e anzi di farne motore di occupazione e crescita rafforzando la ricerca e lo sviluppo nelle aree più innovative, a partire dall’idrogeno.